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“Ho visto il segno che mi avrebbe condotto alla vittoria. Proprio al tempo in cui tutto era perduto e gli spettri della morte mi avevano di già abbracciato facendomi levitare arrendevole verso il regno di Ade, un segno apparve in cielo conducendomi fino a qui, fino alla vittoria”.

Vincenzo Brunetti da Guagnano. Una vita intensa sollecitata da una malattia inarrestabile che faceva da pungolo ad un disadorno ragazzo del grezzo meridione. “E non mi vergogno di dire che avevo perduto la sfida lanciata dal bimbo incosciente e pieno di gioia che ero. Deluso dal mondo vivevo ormai disincantato: avevo perso lo spirito guerriero. Sconfitto a capo chino mi apprestavo al patibolo dove neanche l’onore delle armi mi sarebbe stato concesso, un martire che non sarebbe rimasto in piedi, senza lodi e senza drappi in Vaticano”. Mani carnose sporche di vernice, mani ruvide da artigiano della vita si muovono con fare allegro da garzone non da maestro. Martire per amore dell’arte, martire senza arte né parte. La parola fine stava per apparire sul grande schermo della sua vita quando, d’un tratto, la pellicola si interruppe e di colpo il cuore segnato che pulsava aritmico e stanco scoppiò, esplose nella luce.

Un segno apparve nel cielo, distinto e fiammeggiante. “Capii che era il segno del mio Dio, il segno della vittoria, la strada maestra da intraprendere, la stella cometa da seguire. Eccomi qui, ecco come armato solo di un sorriso ho conquistato il paradiso in terra, ho sconfitto il mondo intero disarmando gli eserciti con la forza dei miei colori”.

Questo segno nel cielo lo ha rivestito di una magnifica corazza dorata, la malattia lo ha trasformato in una fiera inarrestabile ed assetata di vittoria, una solenne minaccia vincente. “Trionfante sono stato innalzato al rango di Maestro, vittorioso eroe, del mio regno incoronato imperatore, gaudente dominatore temporale e spirituale su una terra di nessuno”.

Ecco l’epopea della sua vita in poche righe, ecco la storia di un virgulto giovane di ulivo mai piegato dal vento, un albero alto e forte, un monumento alla perseveranza al talento e all’amore.    Da uomo senza odore a regnante della bottega di profumi più imponente del mondo. “Ecco come mi sono imposto nell’universo”

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